Un faro tricolore sul Monte Grappa
"Un faro sul Monte Grappa. Per irradiare di notte fasci di luce tricolore. Un messaggio di unità nazionale al mondo intero: visibile dalle navi in Adriatico, sui cieli del Triveneto e dall'intera pianura padana" Il gazzettino
Vista così la recente proposta di Giancarlo Gentilini, prosindaco di Treviso, può sembrare azzardata. Sicuramente provocherà pesanti proteste da parte degli ambientalisti che avanzeranno perplessità per questioni di impatto ambientale ed inquinamento luminoso.
Io sono grata al vicesindaco di Treviso per aver lanciato questa iniziativa.
Non sono impazzita,...non ancora. Mi spiego:
Ci lamentiamo spesso per la carenza di infrastrutture nel nostro territorio (arterie stradali, internet, poli di aggregazione) ed il disagio che viviamo è reale e pesa indistintamente sulle spalle di ognuno di noi. Ma c'è di peggio: forse non tutti sanno che il Monte Grappa ancora non è servito da energia elettrica ed il fatto che la zona non sia densamente popolata non rende certamente meno pesante il problema a chi lo deve quotidianamente affrontare. Sto parlando di quelle persone speciali che con sacrificio ed ostinazione hanno mantenuto nel tempo un rapporto di simbiosi con questo territorio montano. La passione che dedicano al loro lavoro mantiene vivo il Monte Grappa.
A volte il fine giustifica i mezzi.
Se questo progetto implica l'elettrificazione di Cima Grappa
VOGLIO UN FARO GRANDE GRANDE, TRICOLORE E ABBAGLIANTE.
